
Destinare il tuo 5x1000 all’Arci Carlo Cafiero significa sostenere uno spazio culturale vivo, aperto e partecipato di Barletta.
Da anni il circolo promuove attività sociali, artistiche e formative dedicate a giovani, famiglie e cittadinanza: concerti, teatro, laboratori, doposcuola, coworking, incontri culturali e progetti di inclusione sociale.
Con il tuo contributo puoi aiutare a far crescere una realtà indipendente che investe ogni giorno in cultura, solidarietà e partecipazione dal basso.
Un piccolo gesto che sostiene grandi idee, nuovi progetti e uno spazio libero dove costruire comunità.
Il 5×1000 è una parte dell’imposta sul reddito (IRPEF) che comunque il contribuente pagherebbe, per questo motivo non comporta per te nessun costo aggiuntivo, scegli semplicemente dove destinare questa quota.
Donazione del 5×1000: come fare?

Con il tuo 5×1000 puoi concretamente fare la differenza e contribuire al lavoro del Circolo Arci Carlo Cafiero nel nostro territorio.

È una scelta per tutti e tutte
Se si è esonerati dalla presentazione del modello Redditi è possibile destinare il 5×1000 utilizzando l’apposito modulo allegato alla certificazione unica.
Se ti avvali del 730 precompilato (a disposizione dal 30 aprile prossimo, fino al 30 settembre) è possibile indicare a chi destinare il 5×1000 dal sito https://dichiarazioneprecompilata.agenziaentrate.gov.it/PrecomWeb/.
Ricordati di indicare il codice fiscale nel quadro “Sostegno degli enti del terzo settore iscritti nel RUNTS….”: Ti basterà copiarlo e incollarlo o cercare il nome Arci Carlo Cafiero!
Se presenti il Modello Redditi hai tempo fino al 15 ottobre per devolvere il tuo 5×1000 a Arci Carlo Cafiero!
Il tuo 5×1000 ad Arci quest’anno è un gesto concreto per sostenere il tuo Circolo Arci.
Se non scegli nessuna opzione
Se ti stai chiedendo se la scelta del 5×1000 sia obbligatoria o meno, devi sapere che destinare il 5×1000 non è una scelta obbligata. Se si appone la firma per il cinque per mille senza specificare l’ente beneficiario, la quota del proprio 5 x mille sarà destinata al comparto prescelto in modo proporzionale a partire dal numero di preferenze ricevute dalle associazioni legate alla medesima categoria.In vista dei referendum del prossimo 8 e 9 giugno, Arci lancia la campagna “5 SÌ per i Diritti di Tuttɜ” per sostenere il raggiungimento del quorum e promuovere il voto favorevole su tutti e cinque i quesiti referendari: quattro proposti dalla CGIL per migliorare le condizioni di lavoro nel nostro Paese, e uno per la riforma della legge sulla cittadinanza, sostenuto da associazioni come Italiani Senza Cittadinanza, CoNNGI, Dalla Parte Giusta della Storia, IDEM Network e molti altri.

Perché votare SÌ?
Votare SÌ ai quattro referendum sul lavoro significa:
contrastare la precarietà,
eliminare le forme più estreme di sfruttamento,
ricostruire un sistema di tutele,
dare voce a chi lavora senza garanzie.
Votare SÌ al referendum sulla cittadinanza significa:
dimezzare i tempi per la richiesta della cittadinanza italiana da parte di persone di origine straniera che vivono, studiano e lavorano da anni nel nostro Paese,
fare un passo avanti verso una società davvero inclusiva.
Ma votare SÌ è anche un segnale politico forte contro un Governo che restringe gli spazi di libertà e partecipazione, reprime le voci critiche, alimenta un clima bellicista e razzista, e riduce risorse fondamentali per i diritti sociali.
Per questo Arci sostiene e promuove la partecipazione attiva e consapevole a questo importante appuntamento democratico.
Dare voce alle cittadine e ai cittadini è oggi più che mai un atto di giustizia e di speranza.
**L’illustrazione della campagna è firmata dall’artista Antonio Pronostico.
